ECONOMIA CIRCOLARE: LA COLOMBIA A UN ANNO DALL’ACCORDO NAZIONALE

Mercoledì, 28 ottobre 2020 | Economia circolare
Marco Arezio - Consulente materie plastiche - Economia circolare: la colombia a un anno dall’accordo nazionale

Cosa hanno fatto i colombiani per introdurre la circolarità dei rifiuti

L’economia circolare è entrata a far parte della vita dei cittadini Colombiani con lo scopo di tutelare l’ambiente, la popolazione e il proprio territorio. A un anno dalla partenza del progetto vediamo il lavoro fatto nell’arco di un anno.

La Colombia è il sesto paese dell’America Latina come estensione territoriale e il quarto come popolazione, contando circa 42 milioni di abitanti e ha deciso di intraprendere un percorso virtuoso verso un’economia circolare nazionale, coinvolgendo nel progetto i sindaci, le aziende, i riciclatori, le università e tutte quelle forze sociali sul territorio che possano aderire a questa causa.

Lo scopo di questo progetto era quello di spingere ad una trasformazione, in un’ottica di economia circolare, i sistemi produttivi nazionali, agricoli e iniziare un percorso di sostenibilità delle città in termini economici, sociali e di innovazione tecnologica.

Questa strategia prevedeva sei linee giuda:

  • Flusso dei materiali di consumo civile e industriale
  • Flusso dei materiali di imballaggio
  • Flusso e utilizzo delle biomasse
  • Fonti e uso di energia
  • Flusso dell’acqua
  • Flusso dei materiali da costruzione

Questo grande progetto non è stato fatto calare dall’alto ed imposto alla popolazione e agli industriali, ma è partito con il coinvolgimento e la collaborazione di tutte le forze in campo. Per questo motivo si sono incontrate le regioni, con le quali si sono fatti accordi specifici.

Parallelamente è poi stato fatto un lavoro di carattere sociale, in quanto si sono organizzate riunioni locali nelle quali si portava a conoscenza dei cittadini quali cambiamenti sarebbero avvenuti nel loro rapporto con i rifiuti domestici e industriali e quali stili di vita sarebbero stati modificati per andare verso un modello internazionale di economia circolare.

Nello specifico, durante il primo anno di attività si sono raggiunti i seguenti risultati:

  • Firma del patto Nazionale sull’economia circolare sottoscritto da 50 operatori tra pubblici e privati.
  • 19 seminari regionali sull’economia circolare in cui sono stati presentati 80 progetti di successo nel paese.
  • 16 patti regionali firmati con oltre 230 tra sindacati, ONG, istituzioni accademiche, sindaci, organizzazioni civili e riciclatori.
  • 11.000 persone formate
  • 15 seminari settoriali per coordinare i progetti con diversi gruppi di interesse.
  • Creazione di un nuovo sistema informativo nazionale sull’economia circolare.
  • Primo corso di formazione rivolto ai funzionari pubblici del governo centrale e regionale.
  • Firma di un accordo con Ecopetrol sulla gestione dei rifiuti pericolosi quali miscele ed emulsioni di olii, idrocarburi misti con altre sostanze.
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