LA CAOTICA SITUAZIONE DEL POLIPROPILENE IN TURCHIA: LA TEMPESTA PERFETTA

Lunedì, 15 marzo 2021 | Notizie Generali
Marco Arezio - Consulente materie plastiche - La Caotica Situazione del Polipropilene in Turchia: la Tempesta Perfetta

Un periodo così se lo ricorderanno a lungo, non solo il sistema industriale Turco che utilizza il polipropilene ma, a cascata, anche gli acquirenti dei prodotti finiti che le fabbriche Turche riforniscono e il sistema finanziario che è sotto pressione.

Gli aumenti spropositati del polipropilene in Turchia è la conseguenza di una serie di situazioni eccezionali che si sono verificate sui mercati mondiali delle materie prime vergini, manifestandosi come una tempesta perfetta.

E come tutte le tempeste improvvise, la situazione ha colto di sorpresa anche i buyers Turchi, creando una serie di difficoltà sull’approvvigionamento della materia prima, sui livelli di prezzi insostenibili e sui bilanci delle aziende.

La concatenazione degli eventi si è abbattuta su analisi previsionali di disponibilità di PP regolare, pur con una previsione di un rialzo dei prezzi che sembrava sostenibile e ciclico. Le aspettative di un rialzo graduale ruotavano intorno alla considerazione di un periodo estremamente lungo di prezzi sotto la media, di una ipotesi di ripresa internazionale e dell’avvicinarsi del capodanno Cinese che avrebbe liberato maggiori disponibilità sul mercato.

In realtà queste tesi si sono rilevate sbagliate in merito all’eccezionalità degli eventi che sono capitati:


• I problemi metereologici negli USA con un crollo delle produzioni di PP

• Lo spostamento di parti delle scorte mondiali dei produttori verso mercati più profittevoli come gli USA e l’Europa

• La scarsità di circolazione dei containers che ha impennato le quotazioni

• Il concatenamento di fermi produttivi agli impianti, in parte già programmati come Total, Ineos, LyondellBasell, ExxonMobil, Borealis e Unipetrol. Scorte ridotte anche nel Medio Oriente, area di normale approvvigionamento per la Turchia

• La riduzione delle festività del capodanno cinese a causa del Covid con una ripresa dei consumi di di polimeri prima del previsto

• Il rallentamento delle operazioni doganali causa Covid.


Questi eventi concatenati hanno portato in Turchia un livello dei prezzi elevatissimi, con una scarsità di disponibilità che ha messo in crisi i produttori locali.

Gli operatori dichiarano aumenti per il PPH di 350-500 $ a tonnellata, da una settimana all’altra e i buyers non sanno come trasmettere in modo costruttivo al settore commerciale gli aumenti dei costi dei prodotti.

La crescita dei prezzi in percentuale ha raggiunto il 49% per il PP Raffia e il 32% il PPBC per iniezione, rispetto a Febbraio 2021, creando il caos soprattutto nelle aziende che lavorano con contratti di forniture per clienti che assemblano i semilavorati prodotti in Turchia.

Non sono solo i margini di contribuzione sulle commesse a non quadrare più, ma anche l’impossibilità di produrre per la mancanza, anche a qualsiasi prezzo, della materia prima.

Nemmeno l’aumento della lira turca rispetto al dollaro è stata di aiuto in questa situazione paradossale, che sta mettendo in ginocchio il comparto delle materie plastiche avendo un peso nel paese di cruciale importanza.

Ci si interroga su quando questa situazione possa risolversi, ma gli analisti sono prudenti nello stabilire delle date, in quanto il fenomeno è complesso e la risoluzione delle problematiche passa dall’evolversi in modo positivo di tutti i fattori sopra descritti.

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