PLASTICA DA POST CONSUMO: RACCOLTA, RICICLO E RIUSO

Venerdì, 17 settembre 2021 | Informazioni Tecniche
Marco Arezio - Consulente materie plastiche - Plastica da Post Consumo: Raccolta, Riciclo e Riuso

La plastica da post consumo e i polimeri in plastica riciclata che derivano dalla raccolta differenziata dei rifiuti domestici sono una conquista, relativamente recente, in un mondo che si muove verso la circolarità dei beni e delle risorse. 

Nell’ambito dell’economia circolare, quell’area di interesse che riguarda lo studio e l’applicazione di metodi, sistemi produttivi e legislativi, atti a riciclare i prodotti a fine vita, la plastica è sicuramente un attore primario della raccolta, lavorazione e riuso.

La plastica riciclata si definisce da post consumo quando il prodotto, sotto forma di imballo o di oggetto finito, esaurisce il compito per cui viene prodotto e viene conferito, attraverso la raccolta differenziata, agli impianti di riciclo meccanici, per creare nuova materia prima in una sorta di circolarità continua.

In Italia la raccolta dei rifiuti da post consumo e la loro selezione di base è affidata, prevalentemente, a consorzi nazionali, quali il Corepla per gli imballi come l’HDPE, il PP, l’LDPE, il PET e il PS, il Coripet per i soli imballi in PET e il Conip per gli imballi rigidi dal settore ortofrutticolo, solo per citarne alcuni. Ma ogni paese, in cui la raccolta differenziata è normata e organizzata, ha la propria o le proprie struttura di raccolta nazionali.


Tra i prodotti più raccolti e riciclati troviamo:


LDPE, polietilene a bassa densità, che viene dalla raccolta degli imballi flessibili, come i sacchetti, i film da imballo, i teli da copertura e gli imballi rigidi come possono essere i vasi dei fiori.

HDPE, polietilene ad alta densità, che viene principalmente dalla raccolta dei flaconi dei detersivi e delle taniche per i liquidi.

PP, polipropilene, che deriva da imballi flessibili come i film per il packaging ma anche da imballi rigidi come cassette, paraurti, giochi, sedie, tavoli, prodotti per l’edilizia, come tubi, sifoni, griglie, vespai, piastrelle, secchi.

PS, Polistirolo, che proviene dagli imballi per il packaging, dai vasi e da molti articoli per l’edilizia e il settore elettrico, come prese per la corrente, quadri elettrici.

PET, polietilene tereftalato, nella plastica da post consumo è principalmente espresso dalle bottiglie dell’acqua minerale e delle bibite.

La lavorazione degli imballi in plastica post consumo comporta la conoscenza approfondita della filiera della raccolta, dei sistemi di riciclo industriale del rifiuto e dell’applicazione della materia prima che ne deriva per la realizzazione di nuovi prodotti.

La raccolta differenziata dei materiali plastici, ma anche degli altri prodotti raccolti, come il vetro, i metalli, il legno, la carta, la gomma contribuiscono in modo determinante alla riduzione dell’impronta carbonica, a regolare la gestione dei rifiuti in modo che non vadano dispersi nell’ambiente e a risparmiare le materie prime che diversamente dovrebbero essere estratte dal pianeta.

Raccogliere i rifiuti, riciclarli, creare nuove materie prime dagli scarti, produrre nuovi prodotti attraverso la circolarità del sistema di produzione e di consumo è una delle chiavi, ma non la sola, che permette la progettazione di un mondo migliore.

Una filiera di grande importanza, anche a livello economico, che contribuisce in modo attivo ai bilanci degli stati, a dare lavoro e a creare un’importante sostenibilità tra l’uomo e la natura. 

Una filiera che contempla non solo la produzione di materie prime ricavate dai rifiuti, ma anche l’industria della macchine e degli stampi per la produzione e il suo controllo, i produttori di oggetti finiti fatti in plastica riciclata, di società di servizi, di trasporto, gli enti di ricerca e molto altro.

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