Ambiente ed Economia Circolare – eBook –

30 Pillole per Riflettere

Ambiente ed economia circolare sono due lati della stessa medaglia.

Non esiste un concetto di ambiente ed ecosistema sostenibile se non riusciamo a realizzare un processo di gestione circolare dei rifiuti che produciamo ed un uso massiccio delle energie rinnovabili.

Immaginiamo un grande motore che viene alimentato dalle nostre azioni attraverso una catena di congiunzione che genera la nostra vita.

Senza energia non possiamo vivere, ma questo motore deve essere alimentato da azioni della nostra vita che permettano e giustifichino, nel tempo, l’esistenza del circuito.

Le azioni sono rappresentate dal un corretto approccio alla gestione dei rifiuti secondo il concetto delle 4R, ridurre, riuso, riciclo e recupero, e dall’uso incondizionato delle fonti di energia rinnovabili.

Ma cosa vogliono dire nel concreto queste 4R?

 

Ridurre

Parte dal concetto di eliminare ciò che potrebbe esser superfluo, ad esempio cercare di acquistare prodotti senza imballo, come i detersivi sfusi o l’acqua minerale dai distributori comunali. In altri casi significa scegliere i prodotti che abbiano un imballo totalmente riciclabile in mono plastica (cioè evitare confezioni di prodotto con plastiche multistrato) o in legno o in carta non plastificata o in vetro o in metallo, tutti riciclabili.

 

Riuso

 

Il concetto del riuso avremmo dovuto già impararlo dai nostri nonni e dai loro antenati, i quali riutilizzavano tutto quello che era possibile fino al naturale sfinimento dei materiali. Un vestito usato o “fuori moda” (concetto moderno al quanto discutibile se le viene attribuito troppo peso) non va gettato nella spazzatura, ma messo nei cassonetti di raccolta per i vestiti, con i quali molte associazioni daranno da vestire a chi non si può permettere di comprarli. Possono diventare stracci per la polvere o per altri usi.

I sacchetti di plastica, una volta ricevuti dal commerciante, possono essere riutilizzati in molti modi, così quelli di carta. La cassetta di legno o di plastica della frutta può servire in cantina o in garage per fare ordine.

Il flacone del detersivo può essere utilizzato per essere riempito nuovamente, come le bottiglie dell’acqua in vetro o in plastica.

Sono solo banali esempi che però devono farci riflettere prima di buttare via un prodotto, perché ogni imballo recuperato riduce i rifiuti nell’ambiente e risparmia materie prime preziose.

 

Riciclo

 

E’ comprensibile che non tutto può essere riutilizzato, quindi quando decidiamo di trasformare un bene che non ci serve più in rifiuto, dobbiamo pensare che non stiamo buttando un oggetto inutile, ma una materia prima che può e deve esser riutilizzata per non pesare sull’ambiente.

Quindi è importante separare la carta dal vetro, dalla plastica, dal metallo e dal legno, in modo che i centri di riciclo possano trasformarli in nuova materia prima. Se questa operazione non viene fatta, i materiali che potrebbero essere riciclati verranno considerati rifiuti non utilizzabili, con un impatto ambientale negativo.

 

Recupero

 

Alla fine dei cicli virtuosi espressi come riduzione, riuso e riciclo possono esistere frazioni di rifiuti non lavorabili e riutilizzabili secondo i canoni descritti.

Ancora una volta nulla va perduto, perché i rifiuti non riciclabili possono prendere due strade: produrre energia elettrica e termica attraverso i moderni termovalorizzatori, oppure sottoporli al riciclo chimico che scompone i prodotti in frazioni originarie di polimeri, per esempio, per farli rinascere come una materia prima nuova.

 

Tutte queste operazioni influiscono in modo meritevole sull’impatto ambientale, riducendo l’inquinamento dell’acqua, dell’aria e del terreno e facendo risparmiare risorse naturali esauribili.

Un altro tassello imprescindibile a difesa dell’ambiente è rappresentato dall’utilizzo delle energie rinnovabili sotto qualunque forma: eolica, solare, geotermica, idraulica, fusione e marina.

La crescita del loro utilizzo deve essere continua, sia nel settore civile che in quello industriale, perché risparmiare petrolio non solo riduce le emissioni in atmosfera che stanno strangolando il mondo, ma evitano conseguenze negative collaterali come la deforestazione, la distruzione degli ecosistemi naturali e dei mari.

Infine, in questa grande catena in movimento che ci unisce tutti, l’ambiente deve avere un equilibrio corretto tra i bisogni dell’uomo e la tutela del clima.

I cambiamenti climatici non si esprimono solo con il fastidio del caldo che disturba la nostra vita, per cui ci preoccupiamo di alzare il condizionatore, o vedendo alla televisione lo scioglimento delle calotte artiche come un documentario astratto che riempie le nostre giornate.

Il riscaldamento globale porta siccità prolungate in alcune aree del pianeta, che comporta carestie, migrazioni di massa verso i paesi meno esposti alle pressioni climatiche, facendo crescere tensioni ai confini tra i vari paesi, il traffico clandestino degli esseri umani, alla diffusione di malattie pandemiche, le guerre per l’acqua e per il cibo e per i terreni rimasti fertili, gli incendi devastanti come quelli successi in Australia che uccidono, distruggono le foreste che ci danno ossigeno, gli animali e le attività agricole, portando la diffusione della povertà e la riduzione della produzione agricola, riduce il commercio internazionale ed aumenta l’insicurezza globale.

Nell’eBook si sono voluti raccogliere degli articoli, pubblicati sull’Web e declinati in pillole, per poter continuare questo ragionamento di correlazione tra ambiente, rifiuti ed energia pulita, e le loro conseguenze se non si accelera su questi tre cardini della nostra vita.

Le 30 pillole, per accendere le tue riflessioni abbracciano, in forme diverse e con notizie differenti, la catena indissolubile che muove la nostra vita, con la speranza che ognuno, riflettendo, veda la propria esistenza in un modo diverso e meno impattante.

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