I Nuovi Investimenti per l’Ambiente: Green Bond

Come fare degli investimenti etici che fanno bene all’ambiente

Forse la scossa al mercato la data uno dei più grandi fondi di investimento internazionale, il BlackRock, che aveva fornito indicazioni precise ai suoi operatori di virare verso investimenti in aziende che fossero focalizzate all’attenzione dell’ambiente nei propri business. Il concetto di Green Bond parte da questa attenzione al rapporto tra impresa e sostenibilità.

 

Cosa sono i Green Bond?

Sono strumenti finanziari, nello specifico obbligazioni societarie, le cui emissioni sono legate a progetti nel campo dell’economia circolare, delle energie rinnovabili, del corretto uso delle risorse ambientali, della prevenzione dell’inquinamento, dei trasporti, delle infrastrutture, che hanno come finalità il miglioramento di uno o più parametri legati alla sostenibilità ambientale.

Chi emette le obbligazioni Verdi?

 

Fino a pochi anni fa erano obbligazioni emesse prevalentemente da strutture finanziarie sovranazionali, come la Banca Europea per gli Investimenti o la Banca Mondiale, che curavano progetti di ampio respiro internazionale. Nel corso degli ultimi anni, con la crescita dell’attenzione all’ambiente da parte dei cittadini, questi titoli sono stati emessi anche da singole aziende che potessero dimostrare di avere un progetto che rientrasse nei parametri citati.

Il primo Green Bond è stato emesso nel lontano 2007 da parte della BEI che ad oggi ha raccolto investimenti per finanziare 256 progetti in 52 paesi nel mondo.

L’interesse da parte degli investitori è stato così importante che, dal 2016 all’inizio del 2020, le emissioni sul mercato sono cresciute, a livello mondiale da 750 milioni di euro a più di 50 miliardi. Nel solo 2019 la crescita dei green bond è stata del 50% sul 2018, che espresso in valore, corrispondono a + 170 miliardi di euro.

Quali sono i paesi che emettono più obbligazioni verdi?

 

  • Paesi appartenenti all’Unione Europea               226 miliardi
  • Cina                                                                                     98 miliardi
  • Stati Uniti                                                                          43 miliardi
  • Canada                                                                               14 miliardi
  • India                                                                                    14 miliardi
  • Giappone                                                                          13 miliardi
  • Corea                                                                                  12 miliardi
  • Gran Bretagna                                                                  8 miliardi
  • Altri                                                                                      154 miliardi

Anche gli stati hanno emesso, nel corso degli anni, dei Titoli di Stato che avessero come obbiettivo, per esempio, l’efficientamento energetico di edifici pubblici o scuole, la ristrutturazione idrogeologica di aree a rischio e altre iniziative. Possiamo annoverare tra i paesi emittenti, l’Italia, l’Olanda, la Spagna, l’Irlanda, la Francia e la Germania.

Chi garantisce gli standard “Green”?

Fino a poco tempo fa ogni emittente, grande o piccolo, faceva da solo, quindi il rapporto con l’investitore era esclusivamente fiduciario. Oggi esiste l’ICMA che è l’International Capital Market Association, la più grande associazione internazionale di capitali, che ha fissato alcuni punti inderogabili per fregiarsi del marchio green.

Vediamo quali sono:

  • Chi emette l’obbligazione è soggetto alla massima trasparenza verso il mercato, quindi deve indicare con chiarezza la destinazione di quanto raccolto.
  • Deve seguire una “road map” per la scelta, la valutazione e la selezione dei progetti da finanziare che devono rientrare in un elenco di categorie.
  • Deve comunicare al mercato e agli organi di controllo circa la puntuale gestione del denaro raccolto
  • Devono essere prepararti e diffusi dei reports inerenti all’andamento dei progetti in modo che gli investitori possano seguire il loro investimento.

Per fare un esempio, possiamo citare il caso del colosso petrolifero Repsol che aveva acquisito nel 2017 il certificato green da Vigeo Eiris, sulla base di un progetto aziendale che mirava ad una riduzione di 1,2 milioni di tonnellate di CO2 all’anno, modificando quindi il proprio modello di business, cosa che poi non ha fatto, venendo citato dall’Ong CBI come non degna di quell’attestato.

Un nuovo regolamento per il mercato

Il fenomeno dei Green Bond sta assumendo contorni così vasti che è diventata necessaria una regolamentazione internazionale anche a protezione degli investitori. Nel Febbraio 2019 la Commissione Europea e il Parlamento EU, hanno emanato un regolamento che definisce per quali famiglie di progetti le aziende possono chiedere al mercato soldi sotto la bandiera dei bond verdi.

Le famiglie individuate sono:

  • Mitigazione del cambiamento climatico
  • Protezione e uso sostenibile delle risorse marine e idrogeologiche
  • Transizione all’economia circolare
  • Controllo e prevenzione dell’inquinamento
  • Protezione e ripristino delle biodiversità

Nel corso del 2021 verranno emanate le norme che dettaglieranno le singole famiglie di attività che risulteranno indispensabili per allontanare le ombre del greenwashing.

Marco Arezio